ST21 – Gazette Edizione 24

ST21 – Gazette Edizione 24

ST21 Gazette Giugno 2021

MURALES#1

KINGS FOR A TIME – FOOL FOR A LIFETIME

WASP Crew

Questa combo è stata realizzata  nei giorni successivi al carnevale sui muri di Parco Dora di Torino. Nell’ultimo periodo abbiamo realizzato diverse collaborazioni insieme ad altri street artists; l’ultima opera realizzata è stata pensata assieme a “The great paper massacre”, uno street artists nuovo della “scena” torinese che per le sue azioni predilige la tecnica dell’ attacchinaggio di manifesti. L’opera è ispirata alla storia dei Saturnalia, un’antica festività della civiltà romana durante i quali era tradizione che per quel giorno si invertissero i ruoli gerarchici tra padrone e schiavo, con i primi a cucinare e servire il pasto ai secondi.  

ST21 Gazette Giugno 2021 – Murales#1 – Wasp Crew Heard

Abbiamo così rappresentato la figura malinconica di un uomo, chiaramente del “popolo”, intento a festeggiare con di  fianco una teiera nell’atto di rompersi, non un oggetto casuale ma un simbolo tipico della classe borghese occidentale, in particolare inglese.

Vicino alla testa dell’uomo si legge la scritta “King for a Day… Fool for a Lifetime”, che oltre ad essere il titolo dell’opera è un omaggio al gruppo musicale statunitense “Faith no more”. 


ST21 Gazette Giugno 2021

#DEEPLE9

HER POWER

Il potere di due artiste  – part I

Intervista a Barbara Menietti e Silvia D’aries 
ST21 Gazette Giugno 2021 – Deeple#9 – Barbara Menietti e Silvia D’aries

Febbraio 2020. Tre donne mascherate siedono ad un tavolo: Barbara, Silvia ed io. Due artiste che ho sempre stimato molto, Silvia prima di allora sempre guardata da lontano, mentre Barbara compagna di lezioni, eventi e viaggi. Da molto tempo pensavo che mi sarebbe piaciuto approfondire le loro storie e vite artistiche, ma a farmi pensare di intervistarle insieme è stata la visione del video Hi Power di Andrea Passenger.

Una canzone carica di tensione ed energia, che non raggiunge mai il suo apice, sulla quale Barbara e Silvia ballano assieme, a volte confondendo i loro corpi, assenti, sottili, eleganti; altre volte esplosive ed intense.

Ho visto e rivisto questo video perché mi ha smosso qualcosa dentro, perché l’ho sentito dritto nello stomaco come reale e vivo nel loro modo di interpretarlo.

Vorrei, dunque, condividere con voi la prima parte della nostra intervista che tratterà proprio della riuscita di questo progetto, partendo però dalle loro storie e dal loro incontro.

Barbara Menietti e Silvia D’aries – Indigo

Per prima cosa volevo chiedervi qualcosa sulla vostra formazione, dalla scuola, la danza fino alla professione. Decidete voi chi parte!

B: La danza c’è da sempre per me, ho iniziato a quattro anni. Mia mamma ballava e mi ha portato nella scuola dove faceva danza classica e moderna. Ho iniziato e non ho mai smesso. Per tanti anni ho fatto danza contemporanea, moderna e classica e poi ho incontrato l’hip hop grazie a mio fratello, che ascoltava quel genere di musica e alla mia prima maestra che mi ha subito dirottata verso Marco D’Avenia. Avevo 18 anni quando ho iniziato. Io e Silvia ci siamo conosciute proprio a quelle lezioni, abbiamo iniziato a ballare insieme e siamo diventate amiche. Invece, come studi generici, dopo il liceo ho fatto la triennale di progetto grafico e virtuale. Per me è strano scindere … la danza è una linea che scorre parallela con tutto il resto della mia vita, non ci sono mai state interruzioni se non per causa di forza maggiore.

S: Io ho iniziato più tardi invece, perché volevo fare danza a tutti i costi ma i miei genitori non volevano.  Quindi, quando sono diventata autonoma a dieci anni, con la mia bicicletta ho incominciato ad andare da sola in una scuola di paese, quasi di nascosto. Era una succursale di un oratorio e le lezioni erano gratuite. Lì l’insegnante mi ha detto che ero molto portata e mi ha consigliato di iscrivermi ad un corso di danza. Così ho fatto e non ho mai smesso.

Ero più fissata con il jazz, il moderno, mi piaceva moltissimo il musical e una volta finito il liceo ho fatto un’audizione per un musical per cui sono stata presa. In questo anno sabbatico prima dell’università, nel quale volevo prendere tempo per pensare al mio futuro, ho capito che mi piaceva proprio quel tipo di vita. 

Quindi mi sono iscritta in una scuola di performer a Milano, facendo la pendolare ed è stato lì che ho conosciuto la danza contemporanea. Mi si è aperto un mondo sulla sperimentazione, su nuove forme di espressività non imposte … il fatto che si potesse usare qualsiasi tipo di musica mi dava una libertà incredibile. Ho poi approfondito facendo un’accademia solo di danza contemporanea a Firenze, più o meno a 23 anni.

Non mi fermavo mai, d’estate facevo anche la ballerina nei villaggi, spettacoli teatrali, cantavo etc … Ad un certo punto ho dovuto rallentare a causa di alcuni esami medici a Torino. Perciò mi sono iscritta alla scuola Sanpaoli. Una sera, mentre stavo uscendo da lezione, ho sentito una musica bellissima e mi sono gasata tantissimo. Proveniva da una lezione di popping e locking. Ho deciso di capire di cosa si trattasse ed è lì che ho conosciuto alcuni allievi di Marco e ho iniziato a fare lezione con lui. Ho realizzato che l’hip hop di fatto era una danza contemporanea, perché c’era la sperimentazione, la libertà di muoversi etc… A quel corso, come ha detto Barbara, io e lei ci siamo conosciute.

B: Si, abbiamo fatto questo pezzo insieme. Tra l’altro, in quel periodo stavo sperimentando un rigetto per la danza contemporanea e l’hip hop è stato proprio come aria fresca.  Trovandoci bene insieme abbiamo anche frequentato i workshop organizzati con la Nod di Torino e fatto altre esperienze come quando abbiamo ballato nei Feel Good, una crew autogestita in cui eravamo tutti allievi di Marco. Marco per me è stata la svolta di tantissime cose, sono entrata in questo mondo grazie a lui…

Barbara Menietti e Silvia D’Aries

I progetti più teatrali contemporanei fatti insieme? Qual è stato il primo? Com’è nata la parte teatrale del vostro percorso artistico?

S: Nel periodo in cui ballavo con i Feel Good avevo anche creato un trio con altre ragazze di danza contemporanea. A un certo punto ho avuto l’idea di unire questi due gruppi in un progetto solo e Barbara essendo sempre stata la mente un po’ matta, ha reso possibile l’idea grazie ad una residenza coreografica che aveva trovato.

B: si, questa residenza era organizzata da un’associazione di Porta Palazzo che si chiama Multikulti, in una sala bellissima che usavo per allenarmi e di cui poi ci hanno dato le chiavi. Alla fine, abbiamo deciso di chiamare il gruppo Indigo e anche se non eravamo tutti presenti come nella formazione originale abbiamo deciso di partecipare lo stesso, belle cariche. Eravamo in cinque donne in sala, senza un reale programma, solo con un’idea iniziale di Nascita.

Avevamo il rito di fare colazione al bar, chiacchierare e tirare fuori elementi da usare in sala per dare sempre più forma a questo progetto dal quale è venuto fuori uno spettacolo di un’ora dal titolo Cromoshomo, un debutto in doppia data e svariate altre repliche. L’idea era quella di creare un collettivo, volevamo che tutti fossero d’accordo… parlare tanto ci ha fatto perdere tantissimo tempo però è stata la parte che ha permesso la vera crescita artistica del lavoro. Abbiamo ampliato le vedute e ci siamo sentiti tutti parte del progetto come registi e coreografi… non solo come ballerini.

Questo ci ha arricchite tantissimo. Il progetto si è poi fatto più serio e il gruppo è cambiato  ancora ma in modo molto sereno e naturale e, nonostante i momenti di tensione e incomprensione, siamo riuscite a concludere un progetto che ci ha soddisfatte tutte. È stata una delle cose più forti e impegnative fatte.

La nostra conversazione si è poi spostata su altri temi molto importanti, come quei cambiamenti o eventi che possono alterare il percorso artistico, arricchirlo, rafforzarlo, metterlo a dura prova e riconfermarne il carattere fondamentale nell’identità di un’artista… Ma di questo parleremo la prossima volta. Stay tuned!

Peace

Umana from Deeple


ST21 Gazette Giugno 2021

JAMAICAN PILLS PODCAST

Episode 2 & 3

Jamaican Pills

Soooooo….Ready we ready! Greetings massive wha gwaan?

ST21 Gazette Giugno 2021 – Jamaican Pills

Studio 21 e Torino dancehall movement presentano “Jamaican Pills” il podcast che, con la voce di Sara Ferrara direttamente da Port Antonio, ci parla di cultura giamaicana attraverso i testi delle sue canzoni più note.  Perché tutti sappiamo quanto sia fondamentale conoscere, o perlomeno capire, i testi della musica jamaicana per chi balla dancehall.

Potete ascoltare su spotify l’episodio 2 su “Toast” di Koffee e l’episodio 3 su “Smile Jamaica” di Chronixx. Cosa aspetti? Vai ad ascoltare 


ESTARTE RAGAZZI

Estarte ragazzi

Dal 14 Giugno all’8 Agosto, Studio 21 Torino ASDPS propone un CENTRO RICREATIVO ARTISTICO E SPORTIVO per bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni. 

Uno spazio sicuro, accogliente e stimolante dove divertirsi, confrontarsi ed imparare insieme ad animatori preparati e grazie ad una fitta programmazione di attività creative, sportive e culturali.

Ogni giorno una nuova attività tra danza #hiphop e #breakdance, #skateboarding, #sport, #teatro e #musica, #disegno, #laboratori di inglese, recupero di materie scolastiche, studio e #gite.

Dal lunedì al venerdì, tutti i giorni in via Passo Buole 21 (zona Lingotto: fermata Metro Italia61, Bus 18 e a dieci minuti dalla stazione di Torino Lingotto)

Per informazioni e quote :


ST21 Gazette Giugno 2021

STUDIO21 PLAYLIST by Winelicious Crew