ST21 – Gazette Edizione 11

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La Danza da sempre mezzo di espressione, un mezzo di comunicazione fisico, espressivo ed emotivo attraverso il quale è possibile creare arte e cultura. Se pensiamo che l’uomo ha iniziato a danzare (attraverso i riti tribali) prima di apprendere la scrittura, ci rendiamo conto che “la danza” ci accompagna da sempre in ogni momento della nostra vita. Un’evoluzione continua di pari passo con quella dell’uomo prendendo significati e utilizzi diversi nel corso del tempo. Tutti fattori concreti che nella tradizione sono sempre stati correlati ad un’esperienza di vita reale, con un contatto umano e di esclusività, piuttosto che virtuale. L’era moderna ha portato la danza ad un’enorme esposizione attraverso la televisione, il cinema, i videoclip musicali, dando la possibilità di allargare il pubblico, ma possiamo dire che la vera svolta si è avuta con l’avvento di internet.

Da adesso io continuerei ad usare il termine “Danza” con riferimento specifico alla Street Dance per una questione di pratica e di competenza. Internet ha sicuramente cambiato il ruolo della danza, rendendola a disposizione di tutti in maniera più veloce ed immediata. “Brevettata” e “Vendibile” sotto tutti i punti di vista.

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LA DANZA E INTERNET

Articolo scritto da: Lino Speranza

La Danza da sempre mezzo di espressione, un mezzo di comunicazione fisico, espressivo ed emotivo attraverso il quale è possibile creare arte e cultura. Se pensiamo che l’uomo ha iniziato a danzare (attraverso i riti tribali) prima di apprendere la scrittura, ci rendiamo conto che “la danza” ci accompagna da sempre in ogni momento della nostra vita. Un’evoluzione continua di pari passo con quella dell’uomo prendendo significati e utilizzi diversi nel corso del tempo. Tutti fattori concreti che nella tradizione sono sempre stati correlati ad un’esperienza di vita reale, con un contatto umano e di esclusività, piuttosto che virtuale. L’era moderna ha portato la danza ad un’enorme esposizione attraverso la televisione, il cinema, i videoclip musicali, dando la possibilità di allargare il pubblico, ma possiamo dire che la vera svolta si è avuta con l’avvento di internet.

Da adesso io continuerei ad usare il termine “Danza” con riferimento specifico alla Street Dance per una questione di pratica e di competenza. Internet ha sicuramente cambiato il ruolo della danza, rendendola a disposizione di tutti in maniera più veloce ed immediata. “Brevettata” e “Vendibile” sotto tutti i punti di vista.

La facilità nel reperire i contenuti hanno contribuito a coinvolgere più persone, ad aumentare lo scambio di informazioni e perché no ad aumentare stimoli, ispirazione e creatività: più individui interagiscono maggiore è la crescita del “movimento”.
La curva dell’evoluzione della danza si è impennata notevolmente con l’apertura di piattaforme come YouTube oppure attraverso i social con gli attuali smartphone.

Oggi è possibile vedere quello che è successo pochi minuti prima in qualsiasi parte del mondo, fornendo input importanti.
I danzatori provenienti dalla generazione “prima di Internet” sono consapevoli di tutto questo. Per le generazioni più giovani invece, essendo nate nell’era dell’informazione digitale è sicuramente più difficile rendersene conto.

In tutto questo ci sono sicuramente tanti pro quanti contro. Abbiamo detto facilità di divulgazione, informazioni immediate, maggiori input dal punto di vista creativo e degli stimoli e conseguente aumento del livello e delle performance sono certamente fattori a vantaggio della crescita della danza.

Ma cosa rischia di perdere la danza?

La facilità nel reperire i contenuti hanno contribuito a coinvolgere più persone, ad aumentare lo scambio di informazioni e perché no ad aumentare stimoli, ispirazione e creatività:
Domanda molto difficile e molto soggettiva. Personalmente internet dona a molti la sensazione di essersi “fatti” da soli, di conseguenza manca l’elemento umano della gratitudine verso chi ti ha aiutato nel “crescere” oppure è stato semplicemente fonte di ispirazione. Il rischio che l’ispirazione sia confusa con il copiare e prendere idee di altri spacciandole per proprie è sempre alto. Inconsapevolmente siamo tutti ispirati da qualcuno e la linea tra il “biting” e l’ispirazione si fa sempre più sottile. A questo possiamo legare molto l’elemento dell’originalità e moda/modo di fare sempre più omologata. Se prendiamo il gran numero di praticanti in tutto il mondo, pochi ballerini spiccano per un discorso di identità, originalità, stile, tutto va verso un volersi standardizzare, vuoi per scelta, vuoi per un fatto inconsapevole. Un tempo potevi percepire la provenienza del ballerino solamente guardandolo ballare, perché quel modo di fare apparteneva, ad un quartiere, una città o una nazione.

Il distaccamento della danza dall’elemento “Cultura” oggi sempre più evidente ovvero è cambiato il canale con il quale si approccia a queste danze, una volta era solo quello del movimento culturale oggi le strade sono molteplici, compresa quella di internet. Si apprendono il movimento, la tecnica ma non si ha occasione di apprenderne i significati, principi, approcci di certi stili di danza. 

Difficilmente si riesce a cogliere il “cuore”. Questa ricerca e conoscenza più profonda è concessa solo a chi è spinto dalla curiosità, passione che lo portano ad esplorare altre strade e perché no a percorrere l’aspetto culturale.

A volte veniamo proprio traditi dal fatto di pot er disporre in modo semplice dell’informazione da “usarla” quando “ v ogliamo, dimenticando l’importanza e il grado di priorità nella crescita della nostra danza. Così ci ritroviamo con molti input ma poco lavoro e reale capacità di utilizzo. Per fare degli esempi concreti è come avere un hard disk pieno di musica di cui realmente si è ascoltato bene poco, oppure una lista di steps e tecniche senza esserne diventati padroni nel gestirli all’interno della propria danza. Un a magg i o r an a l i s i g e n e r e r e bb e sicuramente molti più spunti di confronto, tra i pro e i contro nella danza dall’avvento di Internet allungando notevolmente il discorso. Di fatto è indiscutibile che sia uno strumento importante che se utilizzato nel modo corretto diventa un plus in un percorso di qualsiasi tipo. Voglio Chiudere l’articolo con un’esperienza personale vissuta proprio in questo momento in cui sto scrivendo l’articolo. Molti settori lavorativi italiani sono in una situazione di stop forzato a causa
dell’infezione del coronavirus.

Tra tutti i settori colpiti c’è quello della danza. Chiuse tutte le scuole di danza, cancellati tutti gli eventi, sicuramente una situazione non facile per tutta la community di ballerini e insegnanti. Questo blocco si traduce in lontananza dal proprio lavoro e dalla propria passione, progetti e tanto altro, molti di voi mi capiscono. L’umore di tutti noi ha subito un duro colpo. Ho visto molti colleghi utilizzare il sistema dello streaming per continuare anche a dare solamente un momento di svago ai propri allievi, altri per promuoversi e non perdere terreno e così via. Ho diffidato nell’utilizzarlo per un fatto forse di pregiudizio, ma un giorno in astinenza da insegnamento, ho voluto provare questa esperienza. Così mi sono attrezzato utilizzando piattaforme idonee, no streaming sui social, e ho fatto la mia prima classe a distanza per i miei allievi. Fatta la premessa che chi è appassionato di danza veramente non sarà questo stop a fermarlo nel suo percorso e al di là di un fatto pratico chi ama la danza e l’insegnamento, preferirà sempre l’approccio tradizionale, ovvero la sala e il contatto umano, ho dovuto ricredermi sull’aspetto emotivo. Dopo una pausa di tre settimane, tutto sommato il fatto di poter continuare la mia vocazione per l’insegnamento, mi ha generato appagamento, mi ha strappato un sorriso e ho visto i sorrisi nei volti dei miei allievi. Bellissimo e soprattutto emozionante. Tutto questo per dire che internet mi ha concesso un’occasione in più per poter “dare” e aiutare altri nella propria danza, soprattutto in un momento dove è difficile poter praticare.
Ci accorgeremo di quello che abbiamo solamente quando staremo per perdere quello a cui teniamo.

Un abbraccio a tutti i Dancers. Lino

WHO’S THAT STUDIO21 DANCER?

#BeYourself

1. Qual è la tua aspirazione più grande?

La mia aspirazione più grande è lo sharing. Secondo me non c’è cosa più bella che conoscere nuove persone, culture e lingue. Confrontarsi con gli altri e condividere ciò che ognuno piano piano impara dalla vita. Imparare e condividere sono le cose più importanti al momento, secondo me.

2.Proprio ora, in questo momento, cos’è che desideri maggiormente?

In questo momento vorrei poter passare del tempo con le persone a me care, che sono in giro per l’Italia o all’estero. L’affetto è una delle cose fondamentali della vita quotidiana.

3. Cosa significa per te #Beyourself?

Per me #Beyourself vuol di re essere completamente se stessi , scoprirsi in continuazione e accettarsi. In questo modo si può portare del positivo nella vita delle altre persone e accettare gli altri.

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Di Studio 21 Torino

STUDIO 21 PLAYLIST

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1. Fuzzie barz – REALITY 2. Gavlyn & dj hoppa – WE ON
3. Dred Scott – CHECK THE VIBE 4. Mr scruff- JUSJUS
5. Kero one – GROOVIN 6. mr. Phill – PUNTI DI DOMANDE
7. The ege of L.U.NA. SIX FEET DEEP
8. Nujabes – Blessing It
9. Presto Lowd & dj Haul BREATH -CONTROLL
10. Jr & Ph7 – NEW HIGH 11. Little Brother – LOVIN IT
12. Strange Fruit Project RECREATE
13. Oshun – PROTECT YOUR SELF
14.speaker Cenzou feat Meg GIÙ LA MASCHERA 15. J Cole -1985
16. Tink – AROUND THE CLOCK 17. Foreign beggars
BLACKHOLE -PROPHECIES
18. Villain park – CHERRY AK 19. Cella Dwellas PERFECT MATCH
20. Trillian – HEAR YA SAY
21. Logic – EVERYBODY DIES

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