ST21 – Gazette Edizione 7

Gazette Dicembre 2019

ST21 – Gazette Edizione 7

New Jack Swing (Music, Hip Hop Freestyle and Visual)

By Simone “Stritti” Micozzi

Il New Jack Swing è uno dei generi musicali meno compresi degli ultimi 30 anni, nato in un periodo di transizione ha dato il via a molti artisti fondamentali anche oggi nella scena della Black Music odierna. Nasce dalla testa di Teddy Riley  supportato da Bernard Belle. Teddy Riley giovane talento della New York di metà anni 80 è quello che creò il beat per “The Show” di Doug E Fresh, suo grande
amico, ma non è sui credits del disco.
Il primo singolo ufficiale di questo genere fu “I Want Her” di Keith Sweat che diventò nel 1987 uno dei singoli di punta di quel periodo. Il New Jack Swing nasce dall’idea di unire il Soul (che in quel momento non era all’apice della sua notorietà, ma a parte grandi nomi come Michael Jackson, Prince, Terence Trent D’Arby, New Edition e pochi altri che dominavano le classifiche era un pò sottotono) alla ritmica dell’Hip Hop Music che invece era l’astro nascente sempre più in ascesa in quella decade.

Altri produttori seguirono la scia come Babyface, Jimmy Jam & Terry Lewis tra i più influenti, naturalmente il legame con la scena Rap era sottinteso e ne presero parte sia artisti già affermati come Big Daddy Kane, Heavy D, Run DMC, Dj JAzzy Jeff & The Fresh Prince, CL Smooth, Mc Lyte e molti altri che sono nati in quell’ambito come Wreckz’n’Effect, Joey B Ellis, MC Hammer, Father Mc e molti altri.
Quindi dal 1987 al 1994 che sono stati gli anni topici per questo movimento musicale da una parte c’era una scena Hip Hop Underground dove a New York si divideva tra la parte militante dei Public Enemy, alla situazione più “Hippie” dei Native Tongue per arrivare alla Juice Crew, a Los Angeles prende pieno potere il Gangsta Rap che poi si  trasformerà in G-Funk e dalla parte opposta il New Jack diventò il Mainstream che si divideva nella parte “commerciabile” come Bobby Brown, Guy, Bell Biv Devoe, Men at Large, Today, Levert, Troop, Kid’n’Play, Basic Black etc…e una parte commerciale quindi qualitativamente più bassa come Mc Hammer, Vanilla Ice, C&C Music Factory, PM Dawn e molti altri.

Dopo questa fotografia della parte musicale dovete sapere che la forza di questo movimento fu l’ascesa dell’ Hip Hop Freestyle che sostituì a livello visivo specialmente nei videoclip il Breaking che rimase nel l a scena più underground per poi ritornare in superficie qualche anno dopo. L’ Hip Hop Freestyle arrivo a metà anni 80 e i maggiori esponenti furono Scrap & Scoob (i ballerini di Big Daddy Kane) anche se i primi ad avere dei ballerini nei video e negli show furono i Whodini, che a loro volta crearono un gruppo rap, gli UTFO, Io vidi per la prima volta dei ballerini di Hip Hop Freestyle nel video “You Got’s Chill” degli EPMD con Steezo e Fendi e subito dopo su “Push It” delle  Salt’n’Pepa, rimasi fulminato, nel video successivo le Salt’n’Pepa avevano i  Kid’n’Play, il video era “Shake your Thang” e proprio lì vidi per la prima volta il “Do the Kid’n’Play Step” il loro passo di danza più famoso che solo due anni dopo diventò iconico.

Poco dopo su Deejay Television vidi “Every Little Step” di Bobby Brown dove i suoi passi di danza mi colpirono come un fulmine a ciel sereno nello stesso modo di quando vidi i Rock Steady nell’84 e Michael Jackson nell’83, lui porto l’Hip Hop Freestyle su un livello superiore, sempre in questo ambito musicale. Ma chi fu il pioniere di questo stile di danza?

Parlando con Mr Wiggles recentemente mi disse che nel Bronx il primo in assoluto era uno dei suoi maestri, Slick Watts, ma non posso non nominare altri pionieri come Stretch, Loose Joint e Calaef.
A differenza di oggi al tempo molti rapper erano ballerini come i Kid’n’Play o i Zhigge e qui mi collego ad una frase che mi disse Loose Joint poco tempo fa, mi disse:
“Sai perché oggi la musica Rap non è adatta per ballare? Perché i Rapper non ballano più”

Quindi i due mondi erano facilmente collegati. Da quello che sono riuscito ad apprendere da quando iniziai nello’88 a prendere contatto seriamente con questo stile che l’Hip Hop Freestyle è diverso quando la balli nella musica Hip Hop o nel New Jack Swing. I passi sono gli stessi ma cambia l’attitudine, la direzione, il concetto base, oggi molti insegnanti insegnano tutto nello stesso modo perché ignorano il contesto diverso di quel periodo e non conoscono le differenze tra i due generi.
Se ci sarà modo vi parlerò dell’Hip Hop Freestyle in modo più esteso in futuro, invece tornando al New Jack Swing dopo i successi dei primi film anni 80 come Breaking, Beat Street o Wild Style in questo periodo il genere conquistò sia il grande che il piccolo schermo. House Party portò il New Jack ad un livello globale, i Kid’n’Play conquistarono sia le classifiche che il grande schermo con questa commedia musicale, ma arrivarono anche film drammatici come New Jack City.

(si vocifera ad un reebot) con una colonna sonora spaziale ma nel cast c’erano Ice T, Keith Sweat, Flavor Flav, Christopher Williams e Chris Rock, diretto da Mario Van Peebles ma anche Strickly Business o Mo’Money con altre grandiose colonne sonore oppure in tv con SitCom come “Prince of Bel Air” con Dj Jazzy Jeff & The Fresh Prince o degli Show televisivi come in Living Color dove c’erano le Fly Girls da dove uscirono ballerine come Jennifer Lopez o Madonna Grimes, dalla parte opposta c’era Spike Lee che attingeva dal New Jack ma anche dall’Underground o il Soul/Jazz classico. L’apice del New Jack Swing fu con l’album “Dangerous” di Michael Jackson tutto prodotto da Teddy Riley a parte un paio di brani di cui uno è prodotto da Babyface. Nel video “Remember The Time” sono presenti gli Elite Force. Subito dopo musicalmente i BPM cominciarono a diminuire e quindi il New Jack riconsegnò lo scettro ad un R’n’B rinnovato ed evoluto e arrivarono Brandy, le Destiny Child, Monica, le Allure, Montell Jordan e tantissimi altri. Vorrei ricordare che il New Jack Swing riprende ed evolve la scuola Doo Wop e Rhytm’n’Blues delle decadi precedenti, ritrovate la tradizione, ma anche il futuro in gruppi come: i Boyz II Men, En Vogue, TLC, Mary J Blige, Jodeci, Silk, Shai ed hanno preparato la strada per Beyonce, Rihanna e le starlet di oggi. Ricordo anche che in questo periodo c’era la Uptown Records che aveva Diddy come Talent Scout ed era la prima etichetta totalmente Black di questa nuova generazione, dalle sue ceneri nasce la Bad Boy Records, il resto è storia… Naturalmente anche in Italia tutto questo arrivò, ma questa è un’altra storia… Ultimamente sto tornando in auge grazie a Bruno Mars con “Finesse” (il video è un tributo allo show televisivo “A Living Color”) e qualche giorno fa anche Snoop Dogg esce con “Do You Like I Do”, preparatevi ad un ritorno in grande stile.

Quest’anno è anche il 30° Anniversario di “Rhytm Nation” di Janet Jackson, uno dei migliori album NJS di sempre. Vi ho fatto un riassunto di un periodo che in pochi raccontano, andatevi a cercare chi ho nominato, siate curiosi, tramandate quello che vedete… each one teach one…
Peace!!

Stritti

SAFE HOUSE

EXTRA 21

STUDIO 21 PLAYLIST

1.The Remedy – T. Williams
2. Lights Go Down – Aevion, The magician
3. Pressure – James Vickery
4. Awa Ni – The Knocks, Kah-Lo, James Hype
5. Lipstick & Perfume – DJ S.K.T
6. Southamericunty – Loffe Ninja, Tofu Quing
7. VIP – Subjoi
8. Horny – Mousse T., Hot ’N’ Juicy, Scott Diaz
9. ADORO – Il pagante, Myss Keta, Mazay
10. Im Right Here – DJ MA1
11. The Stars Are Mine – Chocolate Puma
12. Bounce – Boeke
13. Miami Vice – Franky
Rizardo
14. Super Swing – Luca Debounaire
15. Just Dance Christian Nielsen Remix – Mr. V
16. My Milkshake – Kelis, Freejak
17. Beathe – Hutcher
18. Spiritual Thang – Bellaire
19. Freak – Djoko
20. Push It! – Lotus, SPYZR, Salt-N-Pepa
21. Shackles (Praise You) – Jordan Magro